Imperatrici o duchesse, scienziate o pittrici, in Emilia-Romagna ogni epoca e territorio hanno avuto la propria “signora” ad incarnare un principio, una qualità: Caterina Sforza, la forza; Lucrezia Borgia, la cultura; Galla Placidia, l’astuzia; Matilde di Canossa, la diplomazia; Maria Luigia d’Austria, la benevolenza; Francesca da Rimini, l’amore; Properzia de’ Rossi, l’arte – L’8 marzo è l’occasione ideale per andare alla scoperta delle grandi protagoniste della storia tra musei, palazzi e pinacoteche, gratuiti in occasione della Giornata Internazionale della donna
5 marzo 2026 – Domenica 8 marzo 2026, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, i musei e i monumenti statali in Emilia-Romagna, dalla Pinacoteca di Bologna al Fellini Museum di Rimini, passando per il Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna e Palazzo Milzetti a Faenza, offrono l’ingresso gratuito a tutte le donne.
Ma la Giornata Internazionale della Donna è anche l’occasione perfetta per un viaggio nelle Città d’Arte dell’Emilia-Romagna alla scoperta della storia personale, artistica e culturale delle figure femminili che hanno scelto nei secoli di imporsi in un mondo maschile: Maria Luigia d’Austria, Matilde di Canossa, Maria Beatrice d’Este, Lucrezia Borgia, Caterina Sforza, Galla Placidia, Francesca da Rimini, oltre alle artiste bolognesi Properzia de’ Rossi ed Elisabetta Sirani.
Maria Luigia d’Austria (Vienna 1791, Parma 1847) fu duchessa di Parma e Piacenza. Vedova di Napoleone Bonaparte, è passata alla storia come la “Buona Duchessa”, ricordata per l’eleganza, il mecenatismo artistico e le riforme sociali e infrastrutturali del suo Ducato. Il suo “Ritratto” a firma del pittore Giovan Battista Borghesi, eseguito attorno al 1837, è conservato presso la Galleria Nazionale di Parma, un buon motivo per visitare la splendida collezione della Galleria nella giornata gratuita per le donne. Nel quadro sono dipinte le carte riferite al bellissimo Teatro Regio, tra i più importanti d’Italia, fondato dalla stessa duchessa (https://complessopilotta.it/galleria-nazionale/).
Una delle figure storiche più importanti del Medioevo, la Grancontessa Matilde di Canossa (Mantova, 1046, Bondeno di Roncore, 1115) svolse un ruolo chiave nella politica europea del tempo. La sua eredità si può esplorare alle pendici dell’Appennino reggiano, costellato di castelli medievali dai quali la Signora regnava. Tra tutti il Castello di Canossa (Reggio Emilia), luogo storico legato alla sua vita, dove domenica 8 marzo si possono vivere esperienze come yoga e meditazione “ai piedi” del Castello. Inoltre è prevista una conferenza sulla figura di Matilde di Canossa “Matilde era femminista?” e il pellegrinaggio al Labirinto “Cuore di Matilde”, per scoprirne il significato e la simbologia. Al termine dell’incontro sarà servito un aperitivo a tema (https://www.castellodicanossa.it/).
La duchessa Maria Beatrice d’Este (Modena, 5 ottobre 1658 – Saint-Germain-en-Laye, 7 maggio 1718) detta Mary of Modena, successivamente Regina d’Inghilterra, Scozia e Irlanda come moglie di Giacomo II Stuart (unico caso di un’italiana sul trono inglese) è una delle figure più ritratte nel XVII secolo. Per immergersi nella storia di questa importante figura il Comune di Modena ha realizzato un Archivio storico dedicato, con il contributo della Regione Emilia-Romagna, con la digitalizzazione dei documenti che la riguardano ampliando la possibilità di approfondire una pagina della storia italiana ed europea (https://www.comune.modena.it/novita/comunicati/2025/12/le-nuove-carte-su-mary-of-modena-sono-ora-accessibili-allarchivio-storico).
Bologna celebra Properzia de’ Rossi (Bologna, 1490 circa–1530) prima scultrice della storia, custodendo le sue opere nella Basilica di San Petronio, al Museo Civico Medievale e a Palazzo Bolognini. È documentata la sua partecipazione ai lavori di San Petronio (https://www.basilicadisanpetronio.org/), eccezionale presenza femminile tanto che il Vasari le dedica nelle “Vite” una descrizione straordinaria, lei che, donna bellissima e abile, sapeva intagliare il marmo quanto “un nocciolo di pesca”. Accanto a lei da scoprire è l’opera di Elisabetta Sirani (Bologna, 1638–1665) una delle figure artistiche più innovative e influenti del Barocco bolognese, morta prematuramente a 27 anni. Ritenuta “il miglior pennello di Bologna”, nel 1660 fu ammessa all’Accademia di San Luca come professore e gestì la scuola d’arte per sole donne, la prima in Europa. Pittrice e incisora, le sue opere sono custodite principalmente nella Pinacoteca Nazionale di Bologna (https://pinacotecabologna.cultura.gov.it/).
Lucrezia Borgia (1480-1519) duchessa di Ferrara accanto al marito Alfonso d’Este, fu mecenate delle arti e sostenitrice di scrittori come Ludovico Ariosto e Pietro Bembo. Trasformò la Corte Estense in una delle più raffinate d’Italia. Le gesta di questa famosa protagonista della storia si possono rivivere tra gli affreschi del Castello Estense, dove visse, visitando i magnifici spazi di Palazzo Schifanoia, che custodisce il medagliere con il ritratto della duchessa, o la sua tomba nel Monastero del Corpus Domini (https://www.ferraraterraeacqua.it/it/scopri-il-territorio/personaggi-storia-tradizioni/personaggi-illustri/borgia-lucrezia).
Caterina Sforza (Milano 1463, Firenze 1509), nota come la “Tigre” o anche la “Leonessa” di Romagna, fu la nobildonna che governò il territorio di Forlì e dintorni con carattere e determinazione. La sua storia è fatta di potere, resistenza, ingegno politico: un esempio forte di donna che operava in un contesto storico in cui le donne avevano raramente ruoli pubblici riconosciuti. Il ritratto più noto di Caterina Sforza, attribuito a Lorenzo di Credi, noto come “Dama del Gelsomino” è conservato all’interno del complesso del Museo Civico di San Domenico, ad ingresso gratuito per l’occasione (mostremuseisandomenico.it). Da non perdere, con la prima aria primaverile, anche una visita alla Rocca di Caterina Sforza (nota come Rocca di Ravaldino), recentemente restaurata https://turismoforlivese.it/it/arte-cultura/rocca-di-ravaldino/.
Galla Placidia (Costantinopoli, 388/392 – Roma, 450) fu una delle figure femminili più potenti dell’Impero Romano d’Occidente e lasciò un’impronta indelebile in Emilia-Romagna. Figlia dell’imperatore Teodosio, visse una vita straordinaria a Ravenna, dove governò con grande astuzia ed equilibrio, utilizzando diplomazia e forza. Donna colta e raffinata, a lei si attribuisce la costruzione di numerosi edifici sacri a Ravenna, Milano e Roma. Il suo legame con l’Emilia-Romagna è testimoniato soprattutto dal celebre Mausoleo di Galla Placidia, uno dei monumenti più significativi dell’arte paleocristiana, simbolo del mosaico nel mondo, eletto patrimonio Unesco (https://www.turismo.ra.it/cultura-e-storia/monumenti-unesco/mausoleo-galla-placidia).
Andare alla scoperta di Francesca da Rimini significa immergersi in una delle storie d’amore e tragedia più famose della letteratura, narrata da Dante Alighieri nel V Canto dell’Inferno: Paolo e Francesca. Figlia di Guido da Polenta, la sua vita da sposa e la tragica morte si sono consumate tra Rimini e il suo entroterra, per amore di Paolo Malatesta, suo cognato. Da Castel Sismondo a Rimini, residenza principale dei Malatesta (oggi museo dedicato al regista Federico Fellini), fino al Tempo Malatestiano che rappresenta il cuore religioso della Signoria, monumento nazionale al cui interno si trova l’affresco di Piero della Francesca di Sigismondo Pandolfo Malatesta (https://fellinimuseum.it/).
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05 Marzo 2026
